Modifiche del disciplinare Prosecco Doc

Il Comitato nazionale vini dovrà pronunciarsi a breve sulle proposte di modifica del disciplinare presentate dal Consorzio Doc Prosecco . Si tratta dell’introduzione della riserva vendemmiale del supero di campagna, cioè la possibilità nelle annate particolarmente favorevoli dal punto di vista qualitativo di creare una scorta di prodotto dagli esuberi di produzione da impiegare, nelle annate meno fortunate, per la produzione di Prosecco Doc. La seconda modifica riguarda la liberalizzazione della possibilità di impiegare pienamente la percentuale del 15% di vitigni complementari (Verdiso, Vhardonnay, Pinot, ecc.), già prevista dal disciplinare, ma sinora poco utilizzata a causa dell’obbligo di provenienza dalla stessa azienda agricola in cui si trovano i vitigni di Glera, da cui si ricava il Prosecco. Ed infine, aumentare la resa uva-vino dall'attuale 70% al 75%. Dichiarail presidente del Consorzio Prosecco Doc, Stefano Zanette: “Nei mesi passati si era creato qualche momento di tensione nei mercati perché sbagliando si pensava che il Prosecco potesse essere prodotto in quantità illimitata, ma non è affatto così. Nel 2014 si è registrata una minore disponibilità di prodotto rispetto alle attese del mercato e questo è un chiaro segnale di serietà e credibilità del nostro sistema produttivo. Infatti nonostante una resa media inferiore del 9% rispetto alla massima prevista dal disciplinare e una superficie rivendicata inferiore alle attese, la produzione certificata è stata maggiore (+17,9 %) rispetto al 2013. La ripercussione c’è stata perché gli imbottigliamenti del 2014 sono cresciuti del 26,9% rispetto all'anno precedente e la differenza si è fatta sentire. Le modifiche vanno nella direzione di equilibrare l’offerta”.

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